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Bourrée d'Auvergne a 4 - La Quadrette

Video
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Esecuzione registrata nel DVD 005b
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Quattro persone, un quadrato, uno sguardo che fa da presa. La bourrée d’Auvergne a 4 è la quadrette: due coppie che ballano la bourrée alverniate non più come dialogo a due, ma come gioco collettivo. Il passo resta quello - scivolato, tre appoggi, frappés a chiudere la frase, braccia a bilanciere e nessun contatto obbligatorio - ma lo spazio si apre: tiroir, chaîne anglaise, moulin, croisé, poursuite, e infine la crouzade, che disegna un mulino su tre frasi musicali.

Non è una danza autonoma con un titolo proprio: è la forma a quattro della stessa bourrée documentata a Clermont-Ferrand da Fléchier nel 1665, quando già si raccontava che le donne la ballassero fra loro «per sfidarsi e divertirsi». La forma a tre tempi - la montagnarde dell’Album auvergnat di Bouillet, 1848 - è quella che meglio le si adatta, e vive nelle campagne del Cantal, dell’Haute-Loire e dell’Aubrac, da cui vengono le quadrette con nome proprio: crouzade, tornijaira, Nasbinals, la Louise. Le raccolte del Novecento (Guilcher, il film Bourrées d’Aubrac di Lajoux) e la trasmissione di Les Brayauds hanno consegnato ai balfolk una pratica insieme fedele e rinnovata.

In Italia la si incontra dappertutto dove si insegna la bourrée, spesso come secondo passo dopo la forma a due. E il nostro archivio ne conserva una traccia che pochi possono vantare: nel DVD 005b Yves Hulot la insegna a Castel San Pietro Terme nel marzo 1993, nelle forme a due e a quattro, al minuto 87:28.

Scheda sintetica
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Nome proprio #

Bourrée d’Auvergne à 4, in italiano bourrée d’Auvergne a 4; in francese corrente bourrée à quatre o en quadrette.

Il nome non identifica una coreografia autonoma: indica la formazione a quattro danzatori - due coppie disposte a quadrato o in vis-à-vis - in cui si esegue la bourrée auvergnate. La stessa famiglia comprende forme a due (le più diffuse), a tre, a sei e in corteo.

Altri nomi e varianti #
  • Bourrée en quadrette, bourrée carrée, bourrée à quatre danseurs, quadrette auvergnate.
  • In Italia: bourrée a 4, bourrée in quadrette, talvolta bourrée a due tempi in quadrette o bourrée incrociata (dal croisé).
  • Coreografie a quattro con nome proprio: crouzade (in occitano crosada, nel Lot anche quadrille/quadrette), la più celebre, «che figura un mulino» su tre frasi musicali; tornijaira o tourniquet de Saint-Flour; bourrée de Nasbinals e la Louise (a sei, su due frasi); Sant-Girvàsia (in corteo); la Giatte (Combrailles); Bourrée de Cerbois à quatre (area berrichona); variante del Carladès (Cantal).
  • Da non confondere: la bourrée à deux temps in linea del Bourbonnais-Berry, il pas de bourrée accademico, e la bourrée di corte barocca. La crouzade è una coreografia specifica, non un sinonimo di «bourrée a 4».
Traduzione e significato #

«Bourrée dell’Alvernia a quattro». Quadrette vale letteralmente «piccola formazione di quattro», per estensione il quadrato coreutico di due coppie: il termine è passato a designare, per metonimia, la danza stessa.

Il nome bourrée ha etimologia incerta: le ipotesi più citate rimandano al fascio di rami (bourrée) attorno a cui si faceva veglia, oppure al verbo bourrer («battere, pigiare»), che descriverebbe il rapporto battuto e scivolato col suolo. Nessuna è dimostrata.

«À 4» dice il numero dei danzatori, non il metro: una bourrée a 4 si può ballare su musica ternaria o binaria.

Area geografica e provenienza #

Massiccio Centrale francese, con epicentro in Alvernia. Le due famiglie ritmiche hanno aree riconoscibili:

  • tre tempi (montagnarde): Alta Alvernia, Cantal, Haute-Loire, Aubrac, Rouergue, Gévaudan, Limousin, Morvan, Haut-Berry;
  • due tempi: Bassa Alvernia, Bourbonnais, Berry, Nivernais, Charolais.

La forma a quattro è documentata in modo particolare nel Cantal, nell’Haute-Loire, nel sud del Massiccio e in Limousin; in Puy-de-Dôme - e in parte del Limosino prevale invece la forma a due. Non la si può attribuire a un solo dipartimento: è una modalità trasversale.

Mappa del Massiccio Centrale francese con evidenziato l'altopiano dell'Aubrac, tra Cantal, Aveyron e Lozère

È una danza di tradizione orale, non accademica, e i nomi delle quadrette ne raccontano la geografia minuta: Nasbinals è sull’Aubrac, Saint-Flour in Cantal, le Combrailles al confine con il Bourbonnais, il Carladès nel Cantal meridionale.

Epoca e anno di riferimento #

La stagione storica della bourrée, in ordine:

  • 1604-1605: il termine compare nel diario di Jean Héroard, medico di Luigi XIII, per la danza di corte, in metro binario.
  • 1612, 1615, 1636: Terpsichore di Praetorius, poi Mangeant e Mersenne diffondono la bourrée nei repertori strumentali europei.
  • 1665-1666: Mémoires sur les Grands Jours d’Auvergne di Esprit Fléchier: prima testimonianza esplicita della «bourrée d’Auvergne» popolare, a Clermont-Ferrand.
  • 1676: Madame de Sévigné la vede danzare a Vichy.
  • 1848: Album auvergnat di Bouillet, che intitola Montagnarde la forma a tre tempi; 1930 Danses et chansons d’Auvergne di Delzangles.
  • 1975-1979: Les danses de l’Aubrac di Guilcher (CNRS) e il film Bourrées d’Aubrac di Lajoux.
  • anni 1990-2000: codificazione e trasmissione contemporanea (Les Brayauds, Crédanse); nel 2007 la quadrette di Hugues Rivière è filmata a Gennetines.
  • 2019: la bourrée alverniate è «danza dell’anno» al festival di Rudolstadt.
  • 2024-2025: la passerella olimpica a Parigi e l’etnografia di Raphaël Blanchier nei bal trad di Les Brayauds.
  • Nell’archivio: stage con Yves Hulot, Castel San Pietro Terme, 23 marzo 1993 (DVD 005b), bourrée nelle forme a due e a quattro al minuto 87:28.

La forma a 4 non ha una data di nascita: è la stessa bourrée danzata in quattro, raccolta oralmente e descritta dagli etnocoreologi del Novecento.

Occasione e funzione sociale #

Danza di festa e di veglia - bals de noces, feste di paese, transumanze, raduni domenicali - e, oggi, di bal trad e bal folk.

La funzione è la stessa della bourrée a due, ma portata al quadrato: gioco collettivo, sfida, cortesia reciproca. Fléchier nel 1665 racconta le donne che si sfidano ballando fra loro; nelle campagne la quadrette era il momento in cui quattro danzatori esperti misuravano insieme destrezza, memoria e affiatamento.

Nei balfolk la quadrette ha un valore didattico preciso: si propone dopo la forma a due, perché permette di consolidare il passo lavorando su figure e orientamento. In alcune tradizioni le coppie si aprono e si chiudono con un saluto cortese.

Storia e origine #

La storia della bourrée a 4 coincide con quella della bourrée: non ha un’origine separata. Nasce dalla pratica collettiva della stessa danza, che in quattro permette figure di gruppo impossibili a due.

Il percorso documentato:

  • bourrée contadina dell’Alvernia → circolazione in tutto il Centro-Francia;
  • passaggio colto: danza di corte dal 1604-1605, poi pas de bourrée nella contredanse e nel balletto;
  • codificazione musicale ottocentesca (Bouillet 1848, Delzangles 1930);
  • raccolte etnocoreologiche novecentesche (Guilcher 1975, Lajoux 1979) e revival dei bal trad dagli anni Settanta;
  • codificazione contemporanea dello stile da parte di Les Brayauds, che ha reso trasmissibile un modello esecutivo largamente condiviso - senza essere «l’unico» modello.

Da maneggiare con cura:

  • gli Arverni guerrieri, le origini celtiche o greche: miti folkloristici ottocenteschi, smontati dalla ricerca di Françoise Étay;
  • Margherita di Valois (o, in altre versioni, Margherita di Navarra) che nel 1565 introduce la bourrée a corte: tradizione senza fonti primarie, da trattare come credenza;
  • l’idea che la quadrette derivi dalle quadriglie ottocentesche: ipotesi riportata da una sola fonte e non confermata dalle fonti etnocoreologiche, che leggono la forma a 4 come una modalità della bourrée, non come un innesto di quadriglia.

Un punto acquisito: la quadrette non è un’invenzione del balfolk. È documentata nella tradizione e nelle raccolte, ed è oggi semplicemente tornata a essere insegnata.

Note etnocoreologiche #
  • Passo: pas de bourrée glissato su tre appoggi per misura, ogni piede a marcare il proprio accento; frappés a chiudere la frase o a punteggiare gli incroci.
  • Contatto: nessun contatto fisico obbligatorio nella forma standard. Lo spazio è gestito individualmente, in complicità con gli altri tre; le figure con presa (moulin, chaîne anglaise) e le coreografie come crosada e tornijaira fanno eccezione.
  • Braccia: ornamentali, a bilanciere, con portamento fiero - è il tratto stilistico che distingue l’Alvernia da altre aree.
  • Posizione di partenza: ogni uomo di fronte alla propria dama e alla destra della vicina (cioè della partner dell’altro uomo). Oggi la quadrette si balla senza vincolo di genere.
  • Storia sociale del gesto: prima della Seconda guerra mondiale la bourrée era danzata soprattutto da uomini; oggi da persone di ogni età, a due, quattro, talvolta tre o sei.
  • Variabilità: ogni valle, e un tempo ogni danzatore, ha il proprio stile - «ogni paese, ogni famiglia, ogni danzatore» dice il proverbio alverniate. Nessuna quadrette è la quadrette.
Divulgatori e gruppi di riferimento #
  • Ricerca: Jean-Michel Guilcher (Les danses de l’Aubrac, CNRS 1975), Yves Guilcher, Françoise Étay, Raphaël Blanchier (Ethnologie française, 2025), Daniel Bernard, Pierre e Solange Panis, Naïk Raviart; i filmatori Jean-Dominique Lajoux e Hugues Rivière.
  • Istituzioni: AMTA (Agence des Musiques des Territoires d’Auvergne), COMDT/CMTRA di Tolosa, Les Brayauds (CDMDT 63) per la trasmissione dello stile, Compagnie Crédanse per le coreografie contemporanee.
  • Insegnanti e formazioni: Bernard Coclet (lezioni che distinguono «bourrée à 4 type Auvergne», «type Aubrac» e «La Crouzade»), Les Gauthiers, Gilles Saby, i musicisti cabrettaires Antoine Bouscatel, Martin Cayla, Jean Bonal, Didier Pauvert; oggi Super Parquet e Sourdure per la rilettura elettro-folk.
  • Italia: Cristina Colombo e Gabriele Coltri (ADP), Aldo Ferrari, Alessandro Menegaldo, Denis Mercader, Florian Karoubi, Anna De Biasio e Liana Monti (Folkambroeus), Valeria Sallustio, Federica Luoni; associazioni Ariadidanze e Lo Stivale che Balla. Festival: RenoFolk (Bologna), La Scighera (Milano), Gran Bal Trad (Vialfrè), Big Bang Folk e Balfolk Reghion (Reggio Calabria), Festa della Ghironda, Terlizzi BalFolk, Woodfolk (Barzio). Nel nostro archivio per ora Yves Hulot allo stage Mangiafoco di Castel San Pietro Terme (1993).
Formazione e tipologia #

Quadrette: quattro danzatori, due coppie disposte ai vertici di un quadrato o in vis-à-vis. Danza di gruppo a formazione fissa, non di coppia esclusiva, con figure individuali e collettive.

Esistono estensioni a sei, otto o più danzatori (Nasbinals, la Louise, cortei come la tornijaira), ma la forma a quattro è il nucleo didattico e il punto di partenza di tutto.

Struttura della danza #

Alternanza di figure, con un patrimonio condiviso. Le principali, con i conteggi che circolano nelle schede didattiche:

  • tiroir («cassetto»): gli uomini avanzano lateralmente verso sinistra, le donne verso destra passando al centro; incrociate le coppie, frappé, poi movimento inverso. Quattro incroci in tutto, 16 misure.
  • chaîne anglaise: mano destra al partner, mezzo giro a sinistra; mano sinistra alla partner dell’altro, mezzo giro a destra; frappé. 8 misure per scambio, raddoppiate a 16.
  • moulin («mulino»): mani sinistre al centro, rotazione antioraria in pas de bourrée; al frappé delle 8 misure, mezzo giro a destra, mani destre al centro, rotazione oraria.
  • croisé: si incrocia il vis-à-vis lasciandolo a sinistra, mezzo giro per ritrovare il partner, poi lo stesso movimento all’indietro; 16 misure in totale.
  • poursuite: come il moulin, ma senza presa al centro: è la figura dell’improvvisazione, aperta a passi all’indietro e variazioni.
  • crouzade / crosada: coreografia completa in quadrette su tre frasi musicali, con chaîne anglaise e figura di mulino. È il pezzo forte, e il più frainteso: non è «la» bourrée a 4.

Non esiste una sequenza obbligatoria. Un meneur può annunciare le figure, oppure il gruppo le sceglie e le improvvisa seguendo la musica. L’ossatura ritmica di riferimento sono due frasi da 16 misure (2 × 8, con cadenza sospensiva alla quarta e conclusiva all’ottava); la crouzade fa eccezione con tre frasi, e in generale le fonti registrano frasi di 6, 8, 10 o 12 misure, raddoppiate o no.

Metro e struttura musicale #

Due famiglie, la quadrette le attraversa entrambe:

  • tre tempi, notato 3/8 o 3/4: è la forma propriamente alverniate, detta montagnarde, viva e terragna, con appoggio regolare su tutti e tre i tempi e sincopi frequenti;
  • due tempi, 2/4: più marciata, tipica del Bourbonnais, del Berry e del Nivernais.

Struttura: due airs («une moitié» annunciata dai musicisti tra i due), ognuno ripetuto, spesso in frasi di 8 misure - cadenza sospensiva alla quarta, conclusiva all’ottava - per un totale di 16 misure per parte. Non è una regola universale: il repertorio documenta anche frasi irregolari da 6 a 12 misure.

Il metro non si deduce dal nome: una bourrée a 4 può essere binaria o ternaria, e la scelta cambia il carattere dell’intera quadrette.

Strumenti e stile musicale #
  • Cabrette: cornamusa a mantice in pelle di capra, strumento-simbolo dell’Alvernia e della musica alverniate di Parigi; il suonatore porta spesso campanelli alla caviglia e marca con il piede il tempo.
  • Vielle à roue (ghironda), violino (forte tradizione di violoneux), accordéon diatonique e cromatico; nel duo cabrette-accordéon, il suono tipico dei bal alverniati.
  • Storicamente: fifres et tambours, e il canto - molte bourrées erano cantate in auvergnat o in francese, con onomatopee (au tralala) per ricordare l’aria, come Lo parpalhòl.
  • Nell’epoca orphéoniste: clarinetti, sax, ottoni. In altri territori occitani: aboès nel Couserans, clarinetto in Quercy e Alvernia.
  • Oggi: chitarra, contrabbasso, percussioni, fino alle riletture jazz, rock ed elettro-folk (Super Parquet, Sourdure).

Elemento spesso trascurato: la podorythmie, la percussione dei piedi, che nell’interpretazione alverniate è parte della musica e non solo della danza.

Autori e compositori #

Nessun autore o compositore documentato per la danza né per la maggior parte degli airs: è tradizione orale, raccolta a partire dall’Ottocento.

Sono invece documentabili i musicisti che hanno fissato il repertorio: Antoine Bouscatel (incisioni 1910-1932), Martin Cayla (1889-1951, editore musicale), Jean Bonal, e oggi Didier Pauvert per le variazioni di La Montagnarde. Accanto a loro i raccoglitori - Bouillet, Delzangles, Guilcher - e i compositori di repertorio tradi-nouveau come Jean-Marc Delaunay.

Il piano colto è un’altra storia: Lully, Rameau, Bach (Suite inglese n. 2, Suite in mi minore BWV 996), Chants d’Auvergne di Canteloube. Sono forme o armonizzazioni ispirate al repertorio, non la quadrette.

Aneddoti e curiosità #
  • Clermont-Ferrand, 1665: Fléchier racconta donne che ballano la bourrée fra loro «per sfidarsi e divertirsi» - la prima testimonianza distesa della danza, e già agonistica.
  • Vichy, 1676: Madame de Sévigné scrive alla figlia di averla vista danzare dalla gente del posto.
  • Il campanello del cabrettaire: il suonatore di cabrette porta campanelli alla caviglia e segna il tempo con il piede: un metronomo umano al centro della festa.
  • Parigi 2024: il 26 luglio, sulla passerella Debilly della cerimonia olimpica, due ballerini evocano la bourrée auvergnate sulle note di Sandstorm di Darude. La tradizione arriva al pubblico globale passando dal club.
  • Clermont-Ferrand, 2025: la stampa francese racconta un bal barré alla Coopérative de Mai, sala di musica contemporanea, con la ghironda al posto delle chitarre elettriche.
  • La cartolina del 1921: in Val Susa due coppie danzano una bourrée al suono della ghironda, in una cartolina indirizzata a Ernesto Medail. Indizio precoce - e quasi dimenticato - di circolazione del repertorio a quattro in Italia.
  • Il malinteso della crouzade: la coreografia più celebre è talvolta scambiata, nella divulgazione non specialistica, per l’intera «bourrée a 4».
Presenza nei media e nella cultura di massa #

Nessuna presenza mainstream, ma una documentazione ricca:

  • film etnografici: Bourrées d’Aubrac di Jean-Dominique Lajoux (CNRS, 1979); filmati AMTA e COMDT;
  • DVD didattici: Gilles Saby – Bourrées Auvergnates (Collection Galas Dansant);
  • video di stage e di bal su YouTube, anche italiani (Giovani Danzatori Bolognesi, tutorial e serate);
  • media: la passerella olimpica del 2024, i servizi AFP/France24 del 2025; la bourrée alverniate è stata «danza dell’anno» al festival di Rudolstadt 2019;
  • discografia neo-trad (Super Parquet, Sourdure) e riletture rock della bourrée colta (Jethro Tull, Stand Up, 1969 - ma è Bach, non l’Alvernia);
  • nel nostro archivio: DVD 005b, stage con Yves Hulot (1993), forme a due e a quattro al minuto 1:27:28.
Difficoltà e adattamenti #

Difficoltà media, alta quando la quadrette è veloce. Il passo si impara; la difficoltà sta nel tenere insieme quattro persone: orientamento nello spazio, memoria delle figure, timing dei frappés, ascolto delle cadenze. Françoise Étay nota che in Limousin le bourrées a quattro, complesse e faticose, sono state riprese poco nei bal proprio perché servono quattro danzatori che le padroneggino.

Adattamenti ricorrenti:

  • scomposizione delle figure e insegnamento separato di tiroir e croisé prima di moulin e poursuite;
  • conteggi vocali e tempo rallentato nei primi giri;
  • esecuzione delle stesse figure a due, in linea o in cerchio;
  • versione a due tempi semplificata per i principianti, largamente usata nei balfolk;
  • crouzade riservata ai gruppi che hanno memoria coreografica e prove sufficienti.

Non esistono livelli di difficoltà codificati: la valutazione dipende dalla variante e dal contesto.

Note di ricerca e fonti #

Base più solida. Convergono: la voce Bourrée auvergnate di Wikipédia FR con le sue referenze (Bouillet 1848, Guilcher 1975, Lajoux 1979, AMTA), la scheda del Patrimoine culturel immatériel francese, Occitanica e il catalogo COMDT, l’articolo di Françoise Étay sui miti d’origine, l’etnografia di Raphaël Blanchier (Ethnologie française 2025) sulla pratica nei bal trad, e per l’Italia i programmi di stage e festival citati (Woodfolk, RenoFolk, Big Bang Folk, Balfolk Reghion, Gran Bal Trad, La Scighera, Folkambroeus, Festa della Ghironda, Terlizzi).

Discrepanze fra le risposte.

  • Margherita. «Margherita di Valois» e «Margherita di Navarra» per l’introduzione a corte nel 1565; questa scheda tiene la data documentata (1604-1605, Héroard) e segnala la leggenda.
  • Difficoltà. «Alta», «media», «non valutabile senza scheda». Assunta la formulazione media-alta, con la motivazione di Étay sulla fatica delle forme limousine.
  • Italia.: la bourrée alverniate è ampiamente insegnata in Italia, la quadrette vi circola come passaggio didattico documentato da stage e festival, senza tradizione autonoma né studi accademici italiani.
  • Dati non ripresi. La «Galinette» e la «Sabotière» come varianti a 4 e La Crouzade definita «a 3 figure» da alcune fonti non trovano conferma in altre: la crouzade è descritta come coreografia su tre frasi musicali, non come tre figure. Il «Trio Coltri vincitore di un concorso di bourrée nel 1998» non è verificabile e non è stato ripreso.

Questioni aperte. Non esiste una scheda storica univoca della «bourrée d’Auvergne a 4»: le fonti descrivono la quadrette come modalità tradizionale, con varianti locali non censite in modo sistematico. Il rapporto fra le forme raccolte sul campo e la quadrette codificata dei balfolk resta da precisare. Chi in Italia insegna, ha ballato o ha filmato una bourrée a 4 - programmi di stage, appunti, video, memorie di quadrette - è invitato ad aggiungere la sua tessera: la voce resta aperta.

Questa danza compare in 1 DVD:


Coreografia
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Note d’archivio
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nessuna

Riferimenti e link#

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